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Villa Monastero fu fondata  alla fine del secolo XII da alcune suore sfollate dall’isola comacina.

E’ nata dalla trasformazione di un antico monastero femminile di fondazione cistercense, dedicato a Maria Vergine. 

Dopo che Papa Pio V soppresse l’ordine monastico il 7 febbraio 1571 la villa fu acquistata da Paolo Mornico. All’inizio del 600 la famiglia Mornico attuò una risistemazione della villa, realizzando nella facciata due loggiati simmetrici e trasformando un casolare rurale nell’attuale foresteria.

La villa ha avuto diversi proprietari, tra cui Carolina Maumari (cognata di Massimo d’Azeglio) nel 1876;   successivamente venne donata allo Stato dai De Marchi (milanesi di origine svizzera) con lo scopo di conservarla e destinarla a istituzioni culturali di pubblico beneficio.

Nel 2003 si giunse infine alla realizzazione della Casa Museo nelle cui sale (14 per esattezza) distribuite tra piano terra e primo piano, si articola e si snoda il percorso museale, in cui si possono ammirare decorazioni e mobili originali

Le sale più importanti sono:

  • La Sala Nera:

Ospita gli arredi originali voluti dal tedesco Kees (1864-1906), che arredano la stanza in stile neorinascimentale adattandola ad una sala da pranzo. 

  • La Sala del Bigliardo 

Composta da alti pilastri in marmo e stucco dorato con capitelli decorati con piume di pavone. Qui è collocata la foto dell’ultimo proprietario della villa: Marco De Marchi

  • La Sala Rossa 

Il suo nome si deve al colore delle sue tappezzerie e degli arredi neorococò in legno intagliato e dorato in onore di Kees. Qui sono presenti dipinti per i De Marchi che portarono oggetti in stile lombardo. Vi è inoltre conservato un tappeto Savonnerie della seconda metà dell’800. La sala era adibita ai ricevimenti.

  • La Sala Fermi 

La sala prende il nome dal fisico Enrico Fermi, che vi tenne le sue ultime lezioni nel 1954. Il locale nasce dall’ampliamento della chiesa medioevale dedicata a Maria Vergine; qui è custodito un piccolo affresco della Pietà. Oggi è adibita a sala Conferenze. 

  • La sala della Musica: 

E’ così chiamata per la presenza di due pianoforti (uno tedesco e uno viennese) appartenenti a Mozart che sono collocati nella parete verso il lago. 

L’edificio è contornato da un Giardino Botanico ricco di specie esotiche. Il parco si affaccia sulla sponda Orientale del lago di Como ed è composto da filari di Cipressi (lungo il viale d’accesso), cedri del Libano e le siepi sempreverdi. 

Le caratteristiche del giardino sono quelle dei giardini lariani di fine Ottocento, nei quali prevale l’interesse per la rarità grazie all’inserimento di novità botaniche provenienti da tutto il mondo. 

Grazie alle favorevoli condizioni climatiche si possono qui trovare palme africane e americane, agrumi, oleandri e le palme a grandi foglie argentee a forma di ventaglio.

Oggi il giardino ospita più di 900 esemplari e questo ha permesso di ricevere l’ambito riconoscimento regionale di giardino botanico.

Tra le varie opere che completano il parco, spicca “La Clemenza di Tito”, gruppo scultoreo realizzato dall’artista neoclassico Giovanni Battista Comolli (ultima opera realizzata prima della sua morte). Vi si trova anche un piccolo tempio semicircolare neoclassico con una fontana e un pozzo neoromantico. 

  • orari: dal lunedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:30
  • costo: ingresso Giardino Botanico e Casa Museo € 10,00 intero € 7,00 ridotto per persone con più di 65 anni, gruppi composti da più di 10 persone, soci Touring Club Italiano, soci dell’Associazione Gite in Lombardia, residenti in provincia di Lecco.
  • ubicazione: si affaccia sul lago di Como sul viale Polvani a Varenna.

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adele.tantardini2@isgparinilecco.edu.it

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