CASTELLO DI VEZIO


Al centro del Lago di Como, sul promontorio che sovrasta Varenna, si innalza, da più di mille anni, il Castello di Vezio: un’antica base militare di origine medievale utilizzata come difesa e controllo sul lago e circondario appartenenti alla regina longobarda Teodolinda. Situato in un punto strategico domina l’intero Lago di Como.
Il Castello era associato in passato al borgo di Varenna e collegato ad esso da due lunghe braccia di mura che la cingevano fino al lago, proteggendo il paese e i suoi abitanti nelle frequenti guerre e saccheggi che sconvolsero il territorio durante tutto il Medioevo. Parzialmente restaurato nella metà del XX secolo, oggi il Castello si presenta con una torre di avvistamento a base quadrata, accessibile tramite un piccolo ponte levatoio e visitabile fin sulla sommità, circondata da una prima cinta muraria con una torretta. Immerso nel verde di uno degli oliveti più a nord del mondo, grazie all’effetto di termoregolazione delle acque del Lago, il Castello ospita occasionalmente esposizioni di opere d’arte di vari generi nel giardino e permanentemente un’esposizione sul Lariosauro. Con i suoi sotterranei parzialmente visitabili, le statue disseminate nel giardino, i “fantasmi” e i rapaci del piccolo centro di falconeria, il castello si fonde, in un contesto di ineguagliabile bellezza naturale, con l’arte, la storia e la cultura del territorio.
FALCONERIA
Da alcuni anni il Castello di Vezio ospita un centro di addestramento di rapaci diurni e notturni, dando così la possibilità ai visitatori di conoscere, apprezzare e sostenere l’antichissima arte della falconeria, praticata da migliaia di anni e da poco divenuta patrimonio dell’UNESCO. Le fasi di addestramento degli animali si tengono, tempo permettendo, nel giardino del Castello, così da dare la possibilità ai visitatori di scattare fotografie, vedere da vicino i vari esemplari e durante il volo farsi intrattenere dal falconiere in spiegazioni sulla storia della falconeria, il suo utilizzo moderno, la biologia e l’addestramento. Le esibizioni di volo si tengono nel giardino degli ulivi. Tutti gli animali presenti nel centro sono nati e cresciuti in cattività, non sarebbero pertanto in grado di sopravvivere in natura, e viene loro garantita la miglior forma psico-fisica possibile.
LA STORIA DEL CASTELLO
L’origine della fortificazione non è chiara. Il nome Vezio è di probabile origine romana. Leggenda vuole che Teodolinda, regina dei Longobardi, trascorrendo i suoi ultimi anni a Perledo, avesse fatto costruire qui la chiesa di San Martino con l’antico campanile a forma di torre. In Lombardia molte sono le località che rivendicano tale tradizione, tuttavia si deve tener conto che l’ordinamento longobardo doveva munirsi delle migliori difese militari: nel caso di Vezio è evidente l’interesse alla ricostruzione del castello andato distrutto a seguito di eventi bellici non precisati e la strategicità della posizione.
Una prima sicura attribuzione del castello si riconnette alla venuta degli esiliati comacini, in seguito alla guerra con Como del 1169 d.C.. L’ipotesi che gli isolani furono i primi edificatori del castello di Vezio è oggi scartata dalla maggior parte degli autori. Certo è che il Castello fu di primissimo interesse per i Comacini giunti a Varenna: il sistema fortificato del paese era, infatti, ora incentrato su Vezio che venne collegato con muraglioni al borgo sottostante, parzialmente ancora rilevabili e noti da vari documenti. Servì inoltre come rifugio alla popolazione di Varenna durante i continui assalti comaschi che caratterizzarono l’intera storia Medioevale del paese.
Uno dei primi documenti che ci parla di Vezio è dell’anno 1368. Ci sono state numerose divergenze su chi fosse l’effettivo proprietario ma non avendo informazioni al riguardo la notizia non è verificabile, anche se è stato ricondotto agli Sfrondati e allo spegnersi della loro dinastia agli eredi Serbelloni.
Oltre alla monumentale torre di Vezio, possiamo trovare nelle vicinanze altre strutture militari come resti di un muraglione, ruderi di costruzioni, una cascina e un rudere di casa colonica. Queste opere sono attribuibili alla guerra tra il Ducato di Milano e Venezia. Opere, per altro, più in linea con le strategie militari dell’epoca rispetto al castello.
Oggi la gestione del Castello è diretta dall’Associazione Turistica Castello di Vezio, una onlus che si occupa di mantenerlo e promuovere esposizioni artistiche e manifestazioni di vario genere al suo interno, nonché di un progetto di restauro complessivo in parte già eseguito e che in parte verrà realizzato nei prossimi anni.
GIARDINI
La vegetazione continentale e alpina presente sul lato nord del castello, caratterizzata da castagni, noccioli, pini e larici lascia spazio nella zona esposta verso il lago ad una flora mediterranea caratteristica di climi più temperati e miti: ulivi, agavi, rosmarini e piante grasse. Questa peculiarità è dovuta all’azione mitigante del lago sul clima lariano, che permette la crescita di specie vegetali caratteristiche di latitudini inferiori. Vi accorgerete infatti di essere in mezzo ad un uliveto, probabilmente il più a nord del mondo, dove viene prodotto un olio extravergine d’oliva di categoria superiore tra i più rinomati e preziosi, che ha recentemente avuto riconosciuta la denominazione d’origine protetta, d.o.p., “Laghi Lombardi Lario”.
LARIOSAURO
All’interno della torre è stata realizzata un’esposizione permanente sul lariosauro, comprendente calchi dei vari esemplari ritrovati nei dintorni di Perledo, Varese e nel resto del mondo. Il Lariosaurus era un rettile di medie dimensioni (fino a 1 metro circa di lunghezza) appartenente ai Sauropterigi, un gruppo estinto di rettili acquatici. Era un animale con collo e cranio relativamente allungati, che viveva in ambienti di laguna salmastra o marino costiero, nutrendosi di pesci che afferrava con i lunghi denti sottili e conici e che inghiottiva interi. La maggior parte degli esemplari ritrovati proviene dal Triassico Medio di Perledo (a poche centinaia di metri dal castello di Vezio) e dal Monte San Giorgio, ma recentemente è stato segnalato anche in Cina. Il Lariosauro è uno dei primi rettili fossili descritti del Triassico Medio dell’Italia settentrionale.
SOTTERRANEI
Nei giardini sono presenti dei sotterranei parzialmente visitabili: si tratta di un appostamento del sistema difensivo italiano alla frontiera nord verso la Svizzera, impropriamente noto come “Linea Cadorna”, destinato a battere d’infilata la vallata che da Porlezza scende a Menaggio nel caso di un possibile tentativo tedesco di invasione attraverso il neutrale territorio elvetico. Al suo interno ospitava degli obici da 75 mm.
IL PANORAMA
Dalla cima della torre principale e dal giardino si può godere di un’ampia vista del lago di Como, particolarmente suggestiva nelle giornate più limpide. Essendo a strapiombo su Varenna permette infatti di vedere il lago di Como in tutto il suo splendore, tagliato dalla penisola di Bellagio in due rami: a sinistra il ramo di Lecco e frontalmente il ramo di Como.
IL FANTASMA
Il Castello di Vezio è uno dei tanti abitati da un fantasma. In questo caso lo spettro sarebbe della regina Teodolinda, la quale, come già detto, avrebbe vissuto qui quasi fino alla morte: il suo fantasma vagherebbe tra i corridoi del castello nelle notti senza luna oppure nei giardini ed i gestori ne rievocano la storia con figure di gesso e cartapesta.
Author
pupa.alessandro05@isgparinilecco.edu.it
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